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mercoledì 27 luglio 2011

Messy day!

Today's Playlist.
Inside the playlist there are two songs (6/7) of an 1975's album. I't's the biggest fail of web research of myself...hihihih
Than, some weeks ago, I wanted to dwnload a Peter Wolf's album, so i reaserch into the web to get one.
Some failures after I get an album of 1975.  I didn't know who is this guy, so i collected it without listen it and I found this diamond composed by so many musicians that you can't believe it. AH!
My advice is:
Lissen the playlist and choice what you like more than others (than leave a comment).
Soon i want to load this Album.

PLAYLIST
01 - Rudy Ray Moore - The Buggy Ride
02 - Mike pedicin - Burnt Toast And Black Coffee
03 - Amos Milburn - Whiz-A-Shoo-Pepi-Dada
04 - Wee Willie & The Winners - Get Some
05 - The Shaolin Afronauts - The Scarab
06 - Peter and the Wolf - Introduction
07 - Peter and the Wolf - Peter's Theme
08 - London Underground - Norwegian Wood
09 - Lloyd Nolen - Fun Fun
10 - Skunk Anansie - You'Re Too Expensive
11 - Frank Zappa and the Mother of Invention - Absolutely Free
12 - Transgender - Mavra (sal a ruè)
13 - Jack Johnson - When I Look Up
14 - Meat Puppets - Away


lunedì 13 dicembre 2010

La cosa Più preziosa - Sole maledetto

Una serata che non era come tante altre, ma che mi ha costretto ad indossare un paio di occhiali da Sole superando il confine tra questo e il Mondo della Morte; ma una volta entrato, nel buio della stanza e con un calorifero luminoso, ho scoperto


La cosa più preziosa

- Non ci siamo. Non ci siamo per niente. –

Forse il momento non sembrava buono. Stava pensando questo da un ora e non riusciva a smuovere i suoi pensieri. Era monotono, una betoniera carica di cemento che girava e non riusciva a produrre niente altro che quello.
Ad un certo punto, sempre meditando sulla stessa identica cosa, seduto in centro alla piazza, mentre la gente passava, alzò il suo sguardo, di poco, livello ginocchia.  Deluso, vedeva ginocchia  nere di yuppie, ginocchia attorniate da un tubicino da commessa di scarpe e profumi, le tre gambe lente di un novantenne, le spalle sottili di un bambino che guardava il suo stesso soggetto, la tutina tinta di blu e vernici di un operaio e le ginocchia pelosa di un corridore dell’ora di pranzo.

Deluso, riprese la stessa frase: - Non ci siamo per niente. – alzò ancora lo sguardo, mento all’insù, sguardo nella luce meridiana, tanto per ricordarsi che si devono socchiudere gli occhi quando si guarda il Sole. Si lasciò riscaldare le iridi le palpebre per qualche manciata di secondi; sorrise, più rilassato che mai, senza nascondersi più, ma illuminando da seduto tutta la gente che camminava. Adesso si giravano, quasi quel sorriso li avesse stregati, ma lasciando trasparire quel minimo stupore. Un sorriso; una verità che viene fuori. La felicità di non essere come loro, ma molto meglio; solo perché si è riscoperta la cosa più preziosa: la 
semplicità.

(F.Air: 10 Dicembre 2010)
L'immagine è la copertina di un fumetto da cui ogni tanto prendo ispirazione. La tematica del Sole nella piazza, del testo qui sopra, in effetti, lo riprende.

giovedì 2 dicembre 2010

Il disegnatore d'alberi

Bruni gli alberi
davanti al generale,
che mi è stato ospitale 
in questo dolore
Lo erano con il sole,
ombre del tramonto.


Ora, pochi giorni e già nevica
e gli arbusti rossastri 
sono stati imbiancati 
disegnati d'opaco 
e carboncino naturale.


Mi danno questo spunto

F.Air. (28 Novembre 2010)

martedì 24 agosto 2010

Il grillo a cena

Ciao!
Sono in una piazza bellissima di T.,
sono qui che mangio su un tavolino
e c'è un vento fantastico.

Lo sai che mi piace il vento!
Ci sono un po' di nuvole scure
che fanno sembrare notte;
le macchine sono già
tutte con le luci accese.

Sembra strano, a guardare in alto,
dalla piazza vedi i tetti
di queste case così ricche
e le gru, anche se ferme,
rendono operoso il pensiero di questa.

Se guardi giù, invece,
vedi stormi di grilli inoperosi
che consumano,
anche se a stento,
tutto ciò che trovano.

Beh!
in fondo anch'io sono un grillo.

(F.Air. 23/08/2010)

mercoledì 4 agosto 2010

Piedi

Camminando in avanti
provo ad inciampare
il meno possibile.
Un piccolo errore lo devo sempre accettare, però,
senza permettermi di fiatare perché sennò è peggio.
Camminando all'indietro
 la questione è diversa:
non ho bisogno né obbligo
di guardare dove metto i piedi.




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