Ragazzi miei!
Manca poco alla festività che tutti amano, definita così per la quantità di "AMMORE!" che si dovrebbe elargire. Quest'anno, come anche molti altri in precedenza, ho ritrovato invece quell'apatia e delusione pensando di dovere trovare regali per le persone a cui sono affezionato. Mi sono reso conto di quanto poco veda certe persone durante l'anno ma di quanto voglia loro bene.
In effetti mi sto facendo venire la nausea con tutto questo perbenismo...
Questo messaggio non è un invito al solito "volemosse bbene", ma bensì un richiamo alla propria memoria che da sempre si dimentica di essere stata bambina o di essere stata soggetta alla dimenticanza troppe volte.
Come sempre sostengo, la vita è un passaggio e le persone che vediamo quotidianamente oggi non sono che personaggi che un giorno o l'altro non vedremo più, magari perché scomparse, magari perché hanno qualcosa di meglio da fare.
Consiglio di oggi:
Ripensiamo a quel film che è la nostra vita e ricostruiamo un pupazzo di neve con i nostri ricordi. Niente di impegnativo, solo ricordare!
F.Air.
Scrittori con una bellissima macchina, forse una Mustang, forse Chevrolet, per altri un Suv, ma con l'unico problema di metterla in moto ritrovando nelle proprie tasche le Chiavi d'accensione delle Trasmissioni.
mercoledì 22 dicembre 2010
Le festività
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lunedì 13 dicembre 2010
La cosa Più preziosa - Sole maledetto
Una serata che non era come tante altre, ma che mi ha costretto ad indossare un paio di occhiali da Sole superando il confine tra questo e il Mondo della Morte; ma una volta entrato, nel buio della stanza e con un calorifero luminoso, ho scoperto
(F.Air: 10 Dicembre 2010)
La cosa più preziosa
- Non ci siamo. Non ci siamo per niente. –
Forse il momento non sembrava buono. Stava pensando questo da un ora e non riusciva a smuovere i suoi pensieri. Era monotono, una betoniera carica di cemento che girava e non riusciva a produrre niente altro che quello.
Ad un certo punto, sempre meditando sulla stessa identica cosa, seduto in centro alla piazza, mentre la gente passava, alzò il suo sguardo, di poco, livello ginocchia. Deluso, vedeva ginocchia nere di yuppie, ginocchia attorniate da un tubicino da commessa di scarpe e profumi, le tre gambe lente di un novantenne, le spalle sottili di un bambino che guardava il suo stesso soggetto, la tutina tinta di blu e vernici di un operaio e le ginocchia pelosa di un corridore dell’ora di pranzo.
Deluso, riprese la stessa frase: - Non ci siamo per niente. – alzò ancora lo sguardo, mento all’insù, sguardo nella luce meridiana, tanto per ricordarsi che si devono socchiudere gli occhi quando si guarda il Sole. Si lasciò riscaldare le iridi le palpebre per qualche manciata di secondi; sorrise, più rilassato che mai, senza nascondersi più, ma illuminando da seduto tutta la gente che camminava. Adesso si giravano, quasi quel sorriso li avesse stregati, ma lasciando trasparire quel minimo stupore. Un sorriso; una verità che viene fuori. La felicità di non essere come loro, ma molto meglio; solo perché si è riscoperta la cosa più preziosa: la
semplicità.
L'immagine è la copertina di un fumetto da cui ogni tanto prendo ispirazione. La tematica del Sole nella piazza, del testo qui sopra, in effetti, lo riprende.
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sabato 4 dicembre 2010
The day After the Opening
A poco a poco, come la Luna durante il mese si scopre notte dopo notte, il mio occhio sta facendo il suo percorso. Sto rendendo molto difficile l'evoluzione spirituale della mia mente e del mio corpo.
Inconsapevolmente, anche quando guardo avanti, lascio che il decorso della mia malattia sia avvantaggiato ed ostacolato allo stesso tempo.
Un piccolo pensiero di riapertura
Inconsapevolmente, anche quando guardo avanti, lascio che il decorso della mia malattia sia avvantaggiato ed ostacolato allo stesso tempo.
Un piccolo pensiero di riapertura
Mondo Luna Nascente,
Che non risente del freddo,
che non risacca del vento.
Mondo Luna Crescente,
Dal primo attimo
si nasconde in velo
Poi per un secondo
si richiude in stelo.
Mondo Luna
Addolcisciti curioso
e riprenditi l'energia
in questo piccolo riposo.
F.Air. (percorso d'apertura)
venerdì 3 dicembre 2010
Opening Day
Giorno dell'apertura frontale, ovvero il terzo occhio che si mostra al mondo.
Non è ancora completamente aperto, visto che in una società multietnica sovrappopolata ci si trova in imbarazzo anche se si è un concetto metafisico.
In questo istante sento solo il suo desiderio e un piccolo bagliore di energia che come raggio di Sole ventaglia il sottile velo dell'inconsapevolezza; camminando nella propria casa, mentre fuori il mare scivola sulla sabbia, assaggiare il vento che dalle tende si fa strada nel soggiorno, nella cucina fino alla stanza da letto. Lieve, non si è mai certi della sua esistenza ma si percepisce come una novità.
Questa sensazione diviene il concepimento del mio terzo Occhio
(F.Air.)
(immagine tratta da http://www.cahlil.com/art_gallery.html)
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giovedì 2 dicembre 2010
Il disegnatore d'alberi
Bruni gli alberi
davanti al generale,
che mi è stato ospitale
in questo dolore
Lo erano con il sole,
ombre del tramonto.
Ora, pochi giorni e già nevica
e gli arbusti rossastri
sono stati imbiancati
disegnati d'opaco
e carboncino naturale.
Mi danno questo spunto
F.Air. (28 Novembre 2010)
davanti al generale,
che mi è stato ospitale
in questo dolore
Lo erano con il sole,
ombre del tramonto.
Ora, pochi giorni e già nevica
e gli arbusti rossastri
sono stati imbiancati
disegnati d'opaco
e carboncino naturale.
Mi danno questo spunto
F.Air. (28 Novembre 2010)
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mercoledì 1 dicembre 2010
Fiere
[regola n°1 della cinematografia: Se nei primi minuti del film compare una pistola, state sicuri che prima della fine questa verrà usata. ]
Frutti del destino. Così chiamano le ciliegie nella mia città. Quando ho incontrato Kray per la prima volta ero al mercato sulla via antica. Un viale in cui si susseguono due file di ciliegi, al di sotto dei quali sostano, ogni mattina, molti banchetti contadini e altrettanti cianfrusagliari.
Tra uno sguardo e l'altro, con l'attenzione che non trova casa, i pochi soldi delle mie tasche sparivano velocemente: un martelletto ed un chilo di pane, mortadella e maschere indiane. La ricchezza di una bozza a matita, una donna che si guarda alle spalle per capire se indossa qualcosa. La testa di Polifemo intagliata nel legno scuro e ben levigata. Qualunque cosa potesse attirare la mia attenzione faceva il suo lavoro meglio del venditore. Quel giorno i magneti fecero di me la loro preda, quasi fossi un metallo grezzo appena estratto ed abbandonato in miniera. Li comprai ed iniziai a giocherellare. Due piccole ruote scure con un buco in mezzo, levigate talmente bene da stupirsi che non brillassero. Le volte che le staccavo, tra loro una forza invisibile e filamentosa le riagganciava. Guardandole attentamente notai che non c'erano discontinuità tra loro e che traevano la loro potenza da tutto ciò che stava intorno.
Un buco. Un buco di due ruote nere che faceva da perno per il mondo. Un buco abbastanza piccolo da permettere il passaggio solo a …. Una ciliegia! Gli alberi, pieni da giorni di miriadi di frutti, desideravano solamente svuotarsi e, proprio in quel momento, uno di loro cadde infilandosi precisamente nella ciambella formata dai due magneti.
Provando a raccoglierla incontrai le sue gambe che mi sbattevano per la prima volta sul muso.
Gli occhi ebbero solo un secondo per abituarsi alla luce. Non sono cattolico, né credo nel soprannaturale ma mi accorsi subito che l'aura di kray saturava lo spazio attorno. Ne rimasi soffocato, al punto di tossire prima di riuscire a dire qualunque parola. Lei si scusò, sorridendomi come si fa di solito con un bambino, mi superò e si diresse verso un qualunque luogo con le sue borse piene di oggetti , verdure e cibo di vario genere. La guardai andarsene circondato dal suo odore e dalla parvenza della sua aura. La guardai. Le scarpe da ginnastica, il sottile vestito lungo caduto nella vasca dei colori di un pittore, le mani e le caviglie sottili, il taglio sul polpaccio in via di guarigione, i capelli lunghi da un lato e rasati sull'altro accompagnati da u n orecchio in cui almeno dieci differenti orecchini si facevano compagnia. Giovane ingenua ragazza dai capelli scuri.
È stato poco più tardi che ho imparato a liberare la mia anima dalla sua prigionia. Al contrario di me, Kray è sempre riuscita a espandersi in ogni momento, sopraffatta da ogni emozione. Io, comune più di altri, reprimevo piuttosto bene le mia emotività e la incanalavo in felicità ipocrita. Oggi mi rendo conto del bene che mi ha trasmesso. Oggi riconosco i suoi insegnamentie ne faccio uso nel migliore dei modi.
Lavai la ciliegia alla prima fontanella del viale, assieme ai miei nuovi magneti. Pensai: - Funzionano! - mi riempii la bocca e sputai il nocciolo.
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giovedì 18 novembre 2010
Mondo Pioggia
Mondo pioggia a scroscio
dove il Sole batte poco
e le parole escono dal guscio,
crescendo in loco.
Guardo il cielo
mi giro e fisso la mia ombra
ritta come stelo
sul muro, in strada ingombra.
"Sei più bassa di me"
Le dico.
Si gira e fissa a terra
ignorandomi mezzora buona
fino a che è guerra e
la campana del ring suona.
Sono pugni a cuore aperto;
Un litigio dal tono chiaro
di cui le gocce
sono un liquido amaro
che scende dalle facce
in un match ancora incerto.
(Torino Grigia&Piovosa 18 Novembre 2010)
F.Air.
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