mercoledì 25 novembre 2009

Pornografia


Sembra abbastanza ovvio che uno scrittore sia considerato tale nel momento in cui riesce a dare al lettore delle sensazioni non comuni o, definendole meglio, alienazioni quotidiane. Dei pochi scrittori che mi hanno realmente sbalordito, leggendo anche solo poche righe, la bestia sacra è rappresentata da Bukowski. Può sembrare una ripetizione. Ho letto talmente tanti blogs che si riferivano a lui e che parlavano della sua vita che so per certo che la maggior parte dei lettori di Internet non abbiano bisogno di spiegazione sul suo conto. C'è chi lo ama, chi lo odia e chi non lo conosce, come sempre per tutte le cose. Io lo amo e considero i suoi scritti come mi sono sempre stati definiti, anche se la mia accezione del termine è benevolente: pura e semplice Pornografia. Chi non conosce così bene il caro Hank può andare a leggere un racconto di poche pagine intitolato "Sei pollici", apoteosi di quella pornografia di cui parlano tanto i critici più sciocchi, ma anche un concentrato di genialità. Sapere tessere un racconto surreale e allo stesso tempo pornosensuale, al limite della decenza verbale. Dire alla gente come dovrebbero rivolgersi gli uni agli altri, mettendo in guardia sugli eventuali pericoli di relazionarsi con il sesso opposto. Questo è Bukowski; ma Bukowski è tanto altro.
Per adesso lascio spazio in questo blog sperando che ci siano altri momenti in cui approcciarsi alla letteratura e alla conoscenza del fondo del barile del genere umano.

See you, space cowboys!

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